| Un po' di "sano" clientelismo |
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di FORTALEZA
In tempi di crisi puntare sull'innovazione tecnologica è sempre una buona idea. Spesso le crisi (periodiche d'altra parte) dell'economia mondiale sono momenti di riflessione che servono a ricaricarsi e a ripartire con più vigore. Naturalmente c'è chi sa fare meglio di altri, chi prende le misure giuste, chi quelle sbagliate, chi non li prende affatto. Dalle nostre parti, questa crisi sembra essere l'occasione buona per un po' di "sano" clientelismo. O, perlomeno, di misure davvero inutili. Prendiamo, ad esempio il settore dei trasporti. Un campo vitale per qualsiasi economia. La lezione arriva, ovviamente, dagli Stati Uniti. Ce la racconta l'Ansa attraverso un articolo di Lorenza Baldini del 18 giugno scorso, che potete leggere cliccando qui. In Calabria, nella lunga tradizione di fare cose che siano un esempio da non imitare, l'assessorato regionale ai Trasporti, ha deciso, in pratica, di regalare qualche milione di euro ai derelitti concessionari di bus, bistrattati in questi anni. Non si sono potuti fare né ville, né barche, vivono nell'indigenza più nera, hanno un disperato bisogno di soldi. E allora ecco che l'assessore ai Trasporti si inventa il biglietto gratis per molti (non per tutti, fortunatamente) che diventa un incasso sicuro per le aziende concessionarie. Si tratta della cospicua cifra di 11 milioni di euro. Serviranno a far viaggiare chi non viaggia? Forse no. Probabilmente i biglietti non saranno utilizzati appieno, ma le concessionarie incasseranno tutti i soldi. La verità è che in Calabria non si usa il mezzo pubblico non certo perché costa molto. Il prezzo del biglietto è, parliamoci chiaro, molto accessibile. Il problema è la scarsa efficienza dei trasporti. A cominciare proprio dai bus. Escluso coloro i quali viaggiano frequentemente o abitualmente (spesso perché non hanno altro sistema per muoversi), chi vuole avvicinarsi al mondo del trasporto pubblico ne è immediatamente allontanato. Il motivo è semplice. E' difficile prendere il bus perché non si sa da dove parte, non sono indicati gli orari, le fermate, le corsie. I bus, sono scomodi e il viaggio è effettuato a velocità elevate con l'orecchio dell'autista sempre incollato al telefonino. Gli orari non sono pensati per prendere coincidenze e spesso non vengono rispettati. Capita frequentemente che il bus parta in anticipo lasciando a piedi chi arriva in orario e altrettanto di frequente capita il salto di corsa. Ecco a cosa dovrebbe pensare l'assessorato ai Trasporti. I soldi glieli potrebbe pure dare ai concessionari, purché si impegnino a fornire un servizio degno di un paese civile. |




