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Il caso Venezia: Innovazione nella Laguna PDF Stampa

di PAOLO SCARPELLI

 

 

Nel precedente numero di Innomagazine, parlando di Amministrazioni Digitali e Amministrazioni 2.0 non abbiamo potuto fare a meno di citare, a titolo esemplificativo, il cosiddetto "caso Venezia".

In questo articolo cercheremo di approfondire alcuni aspetti dei progetti che l'amministrazione della città lagunare ha inteso promuovere e, illustrandoli, cercheremo di capire se da Venezia può partire un nuovo modo di concepire l'amministrazione pubblica e lo sviluppo del territorio.

In genere, quando si parla di progetti, soprattutto in ambito di Pubblica Amministrazione, si è portati a credere che si tratti di semplici aspirazioni o sogni nel cassetto che trovereranno concreta realizzazione solo molti anni dopo (o forse mai). Nel caso di Venezia e delle sue innovazioni digitali, invece i progetti sono già stati realizzati o sono in via di completamento, a conferma di una Amministrazione che ha deciso di puntare in modo massiccio e concreto sulla scelta di convertire le aspirazioni da città industriale (vedi le industrie novecentesche di Porto Marghera) in una più coerente configurazione da città ospite di imprese dell'innovazione.

L'aspirazione a diventare sede o luogo di attrazione per le imprese dell'ICT o del mondo digitale è largamente diffusa ma, a tale volontà, non fanno mai seguito azioni concrete in grado di creare quelle precondizioni necessarie per l'insediamento di imprese ICT. A Venezia, hanno deciso di iniziare creando le condizioni più favorevoli in assoluto e, in una società che considera Internet oramai un bene necessario,  non si poteva non partire dal cablaggio della città o meglio, dalla possibilità per tutti di accedere alla Rete delle Reti. Questo progetto, si è concretizzato giorno 3 Luglio, data in cui per  tutti i residenti della città è stato possibile registrarsi e ricevere le credenziali di accesso alla rete WIFI del Comune. Una scelta decisamente controcorrente che ha visto l'Amministrazione Pubblica fare ciò che neanche i privati fanno, ovvero stendere migliaia di chilometri di fibra ottica al fine  di consentire ai cittadini di poter accedere senza limiti alla rete.

Una scelta controcorrente, dicevamo, ma che è precondizione necessaria per una politica dell'innovazione coerente. L’essere dotati di infrastrutture di rete a fibra ottica, fornire ai propri cittadini  la possibilità di accedere senza difficoltà al principale mezzo di comunicazione e diffusione delle informazioni dell'era moderna è, senz’altro, un aspetto fondamentale per lo sviluppo di una effettiva società dell’informazione e della conoscenza.

Ma a Venezia non si sono certo fermati ad un semplice (seppur importantissimo) intervento infrastrutturale. Va dato atto all'Amministrazione Comunale di aver compiuto sforzi enormi (soprattutto da un punto di vista culturale) per approcciare nel modo migliore il concetto di Amministrazione Digitale. Così, oltre all'importantissimo elemento infrastrutturale appena accennato, troviamo anche l'altro caposaldo di tutto ciò a cui viene appiccicata l'etichetta "2.0" ovvero il social network. Il Comune di Venezia, infatti è presente sul più numeroso dei social network : Facebook. Nella pagina del comune è possibile trovare tutte le informazione , le news e gli eventi della città lagunare, nel perfetto stile immediato e conciso del più popolare dei social network.

Ovviamente non finisce qui, giacchè l'approccio alla filosofia del web 2.0 ha letteralmente pervaso alcune iniziative del Comune di Venezia che mira ad un forte coinvolgimento della propria cittadinanza, per migliorare la qualità dei servizi. E' il caso di parlare del sistema IRIS (Internet Reporting Information System), il servizio innovativo per la segnalazione dei bisogni di manutenzione urbana.

IRIS è attivo dal maggio 2008 e da allora i cittadini possono segnalare un problema indicandolo semplicemente su una mappa online opportunamente georeferenziata. Il cittadino può indicare un punto sulla mappa, allegare foto del luogo e del disservizio e riceverà immediatamente il riscontro da parte dell'amministrazione comunale, che indica sul sito l'ufficio che ha in carico la segnalazione e lo stato di avanzamento nella soluzione del problema.

IRIS

Anche IRIS quindi si muove nel solco della filosofia 2.0 e la stessa cosa può essere detta per servizi come BARIS (Boat Areas Research Information System) che consente di sapere in tempo reale  tutti i dati sull'occupazione degli spazi acquei a Venezia e nell'estuario disegnando sulla mappa persino l'ingombro dell'imbarcazione oppure servizi come ARGOS (Automatic & Remote GrandCanal Observation System) che, grazie a una serie di sensori distribuiti lungo il Canal Grande, capaci di tracciare la posizione, la velocità e la direzione di ciascun natante consente un monitoraggio continuo e in tempo reale del traffico di imbarcazioni oltre a facilitare l'individuazione di  situazioni critiche (incidenti, congestioni) e la pronta adozione di interventi risolutivi da parte della polizia municipale.

ARGOS

Ovviamente Venezia è e resta una città a forte vocazione turistica, ma anche in questo caso, l'Amministrazione ha voluto integrare la propria offerta con servizi digitali appositamente pensati per favorire il turista che raggiunge la città della Laguna. Il servizio in questione si chiama Venice Connected e consente al turista desideroso di visitare le Calli veneziane, di acquistare direttamente on line i servizi pubblici della città, dai trasporti alla possibilità di organizzare matrimoni civili.

Quindi, riassumendo, la non più antica Venezia ha messo in campo tutte le proprie energie per fare quel salto di qualità necessario per attuare una vera politica dell'innovazione volta ad attirare le imprese e i lavoratori dell'ICT.

Una politica per l’innovazione non più declinata col solito paradigma dei rapporti di collaborazione con le Università e i Centri di ricerca ma una politica consapevole che l'innovazione vera si realizza cambiando attività ordinarie ovvero cambiando il modo di viaggiare, di interagire con il proprio Comune, di produrre, di fruire dei mezzi pubblici ecc.

Insomma una innovazione che rappresenti innazitutto un cambiamento reale per il cittadino-utente, avendo la consapevolezza che , laddove si creano "cittadini digitali" è molto probabile che arriveranno le imprese e il mondo dell'ICT.

Quella di Venezia e dei suoi amministratori è una grande scommessa, tutta giocata sulla frontiera del futuro. Scommessa rischiosa può pensare qualcuno, ma in fondo, che cos'è l'innovazione se non questo?